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Il morso, come il rimorso, è
aspro da sottomettere. -
S. Quasimodo

 

Si può dire che sia una domanda che ci poniamo tutti, prima o poi:
Che farne? Di questo dolore, di quest’amore, di tale emozione, di tutta questa rabbia, che farne? L’urlo o lo scrivo? Lo seppellisco o lo dichiaro? Lo dimentico o ne porto la croce?

 

Nello sviluppo delle società è capitato, e ancora capita oggi, che certe emozioni e un certo sentire vengano soppresse e relegate alla sfera dell’indicibile. Non si può esprimere ciò che non si riesce a capire, ciò che per legge sociale non può essere nominato, ciò che è troppo grande o spaventoso per essere raccontato, ciò che si vorrebbe dire ma ci vengono meno le parole e la voce.

Un tempo, nelle Puglie, soprattutto tra chi non aveva gli strumenti per capire o per ribellarsi, l’indicibile prendeva la forma della malattia e della possessione, del sangue infetto e di una bestia velenosa: la tarantola. L’indicibile restava tale, ma poteva essere incarnato, rappresentato e così esorcizzato.

 

E il rapporto che ha un uomo o una donna con la propria terra e la propria casa è colmo d’indicibile: il senso di colpa e la nostalgia, lo stigma e la vergogna, il bisogno di fuggire e la voglia di tornare.

Che fare allora di tutto questo sentire? Di questo conflitto tra l’attaccamento alle origini e l’aspirazione ad andare lontano? Noi abbiamo scelto di dargli forma in un larp, assumendoci la difficoltà e la responsabilità di raccontare, questa volta, un pezzo di storia che ci appartiene.

 

Una difficoltà duplice, quando si tratta di ritrarre una terra amata per il sole, il mare, la musica e il cibo: da un lato restituirne la bellezza senza tradirla, dall’altro impedire che quella stessa bellezza finisca per seppellire la verità. Perché la Puglia è anche terra di lotta per la vita, di storie rimaste fuori dalla Storia, che meritano di essere ricordate anche quando non si lasciano trasformare in una cartolina.


Per tutto ciò che proviamo verso la nostra casa, abbiamo deciso di raccontare questo indicibile e l’orrore che può generare quando viene taciuto, rimosso, sepolto sotto la terra.

 

                                                                                                                                                                                      M.M.

ATMOSFERA & SCENARIO

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Il tarantismo è un complesso sistema di credenze e pratiche rituali per curare i tarantolati: chi in stato di alterazione, depressione, crisi o dolore, si riteneva fosse stato morso da un ragno e da esso posseduto. La cura non passava dalla medicina, ma da un rituale codificato fatto di musica, danza e partecipazione collettiva, capace di riportare controllo là dove il corpo e la mente cedevano. Più che una patologia, il tarantismo si configurava come un linguaggio culturale, una forma di espressione del disagio che non poteva trovare posto se non iscritto nelle strutture sociali, religiose e simboliche permesse dalla comunità.

 

A documentare e interrogare questo fenomeno fu, nel 1959, la celebre spedizione guidata da Ernesto De Martino, culminata nell’opera La terra del rimorso (Il Saggiatore, 1961). Il suo gruppo di ricerca, composto da antropologi, psicologi, musicologi e fotografi, si immerse nei paesi del Salento per osservare, registrare e comprendere il tarantismo non come superstizione isolata, ma come sistema culturale complesso, capace di dare forma e contenimento a crisi individuali e collettive.

 

Tarantolate - Il morso della terra prende ispirazione da questo contesto storico per costruire la propria cornice narrativa: un giorno del 1959, una spedizione di ricercatori giunge in una comunità rurale isolata, con l’intento di studiarne le pratiche, raccogliere testimonianze e documentare ciò che accade. Ma l’atto stesso dell’osservare non è neutrale. La presenza degli estranei incrina equilibri fragili, mette in tensione ciò che è visibile e ciò che non lo è.

 

L’atmosfera del larp si muove tra la luce di una terra arsa dal sole e le ombre di una storia che si nega, che non vuol essere esposta e raccontata. Il tarantismo, con il suo portato di crisi, trance e possessione, ricostruisce un immaginario cupo, fatto di corpi che cedono e si tendono, di ritmi ossessivi, di stanze in penombra. 

A questa dimensione si intreccia un realismo magico radicato: quello di una comunità che riconosce come reale ciò che la scienza non spiega, e che affida la guarigione a un rito condiviso, efficace non perché dimostrabile, ma perché creduto e vissuto. 

Una comunità, quella di Acquarossa, rappresentativa della sua terra e del Sud, strutturata su convenzioni sociali che proteggono e al tempo stesso annientano. 

Una comunità ora tenuta insieme, ora scissa dal linguaggio della fede e della religione, che consola e al tempo stesso sorveglia, salva e condanna, decretando di chi merita d’essere salvato e chi no.

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RIFERIMENTI

RIFERIMENTI
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PERSONAGGI

PERSONAGGI
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Le famiglie

“Il dramma della tarantata è sempre anche un dramma familiare.”

Ernesto de Martino, La terra del rimorso

 

Nessuno in casa può permettersi di ignorare quello che sta succedendo. Ogni famiglia reagisce in modo diverso, ma tutte si trovano davanti allo stesso problema: dare una forma a qualcosa che non ne ha una chiara. C’è chi si affida al rito come a una soluzione già pronta, chi lo accetta senza crederci fino in fondo, chi prova a evitarlo, rimandando l’inevitabile.

È il dramma della malattia: non riguarda mai solo il tarantolato, ma trascina con sé, in piazza, i segreti da nascondere, le vecchie tensioni, gli episodi del passato mai affrontati davvero o quelle piccole difficoltà che nel silenzio e col tempo sono diventate grandi tormenti.


 

Le tarantolate

Sei stata morsa. O almeno, così viene detto. Così ti hanno detto. Così hai detto tu. 

Non ricordi quando è successo. O forse sì, ma non nello stesso modo in cui lo raccontano gli altri. Ad alcune pare sia successo nei campi, ad altre in casa, ad altre ancora forse non è successo affatto. Attorno a te si sono costruite tante interpretazioni: c’è chi ha parlato di malattia, chi di suggestione, chi di qualcosa che riguarda la tua vita e non il ragno. Ora che il rito si avvicina sai che guarire è una possibilità. Non è detto che sia l’unica.

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I forestieri

“Non si tratta soltanto di osservare, ma di comprendere dall’interno.”

Ernesto de Martino, La terra del rimorso

 

Il fenomeno del tarantismo è noto, discusso, già osservato da altri prima di te. Ma resta difficile da definire in modo univoco: non è solo una questione medica, né esclusivamente religiosa o sociale. Figuriamoci se può essere ridotto a latrodectismo o a mero folklore. È qualcosa che richiede di essere appreso sul campo. Tu hai gli studi dalla tua parte. E questo, agli occhi del paese, non è necessariamente un bene. Hai strumenti, forse pregiudizi, sicuramente un obiettivo preciso: raccogliere elementi utili a costruire un’interpretazione solida e verificabile del tarantismo, così come delle altre domande che ti tormentano. Dovrai decidere come rapportarti con la comunità, cosa raccogliere nell’osservare ciò che accade, con chi parlare (ammesso che ti venga concesso) e a di chi fidarti. Quello che ti verrà detto non sempre coinciderà con ciò che vedrai. E non tutto ciò che vedrai sarà facile da interpretare. 

Non è detto che esista una versione che tenga insieme tutto: a un certo punto, dovrai decidere a cosa credere.

La comunità

Nessuno è mai davvero estraneo ai fatti. C’è chi interviene direttamente, chi osserva, c’è l’artefice delle malelingue e chi si fa il segno della croce mentre bisbiglia le sue sentenze. Sai perfettamente che le cose vanno così, e continueranno a farlo perché così sono sempre andate o perché qualcuno ha interesse che non cambino mai. 

La Comunità tiene insieme quello che le famiglie da sole, forse, non riuscirebbero a gestire. Non è necessario credere fino in fondo perché il sistema funzioni. È sufficiente riconoscerne i passaggi, rispettarne i momenti, sapere quando intervenire e quando lasciare che le cose seguano il loro corso. 

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Cosa troverai:

  • Un’esperienza corale narrativa: tutti i partecipanti collaboreranno, pur nei contrasti tra i personaggi, per dar vita a una storia drammatica, coinvolgente e altamente cinematografica.

  • Gioco d’indagine: segreti che attendono da tempo d’essere scoperti. Il conflitto tra chi invoca la verità e chi persegue il silenzio è inevitabile.

  • Realismo magico e mistero: cosa è reale, cosa è magia, e cosa è, invece, pura suggestione? 

  • Un’esperienza totalmente immersiva: per tre giorni ti calerai nella vita di una comunità rurale salentina del 1959, in un contesto storicamente accurato.

  • Cura e rispetto per tradizione, cultura, folklore e musica dell’epoca. 

  • Temi sociali, drammi familiari e riflessioni antropologiche: il ruolo della donna, gli squilibri sociali e la questione meridionale sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati durante l’evento.

  • Gioco intimista: decine di personaggi unici, ben caratterizzati, con legami profondi e autentici.

  • Play to lift: gioca per innalzare e far divertire gli altri partecipanti, loro faranno altrettanto con te.

  • Regia responsiva: le tue scelte e le tue azioni in gioco potranno influenzare concretamente l’andamento e la conclusione della storia.

  • Gioco inclusivo e sicuro: un evento strutturato per accogliere chiunque, con un safety team a tua disposizione h24.

Cosa non troverai:

  • Gioco d’azione, competitività e combattimenti: ci saranno contrasti tra i personaggi, ma non si tradurranno mai in un’esperienza puramente competitiva tra i giocatori che li interpretano.

  • Horror & Jumpscare: potrebbero esserci momenti suggestivi o intensi, atmosfere cupe e inquietanti, ma non si tratta di un evento tradizionalmente horror.

  • Commedia: ci saranno momenti leggeri, per ridere e scherzare in gioco, ma rimarranno contestualizzati in una storia dai toni drammatici. 

  • Regolamenti complessi: manterremo il regolamento semplice e intuitivo per dare massima priorità alla componente narrativa e interpretativa.

  • Un lieto fine garantito: il destino nel tuo personaggio è interamente nelle tue mani, e un epilogo drammatico è spesso molto più appagante di un finale in cui “vissero tutti felici e contenti”.

TEMATICHE

TEMATICHE

Il tarantismo non è solo un rito, è il linguaggio di un disagio che fatica a essere riconosciuto, e che trova nella danza una forma possibile di esistenza. Al centro ci sono corpo e musica. Nel ritmo si consuma uno sfinimento che è insieme crisi e cura, perdita e ritorno. La guarigione non è mai certa, ma il bisogno di attraversarla sì.

 

Per questo, Tarantolate è anche un larp sul riconoscimento del disagio psichico e sulla salute mentale, in un tempo e in un contesto che non possiedono ancora le parole per nominarli. Il morso diventa allora diagnosi, alibi, verità condivisa o necessaria. 

I personaggi si fanno portatori di questa e altre tematiche che verranno affrontate.

La condizione della donna, spesso al centro dello sguardo e del giudizio, su cui si iscrivono tensioni, desideri e silenzi, diventa così una figura liminale: tra controllo e liberazione, tra colpa e possibilità di espressione.

Emerge la condizione di sfruttamento contadino, fatta di lavoro ripetuto, fatica e assenza di reale possibilità di riscatto. La mancanza di una coscienza di classe capace di trasformare questa condizione in rivolta lascia spazio ad altre forme di espressione: il corpo diventa il luogo in cui la tensione si accumula e si libera. Il tarantismo si inserisce come sfogo, come rottura temporanea dell’ordine, come gesto che permette di dire ciò che altrimenti resterebbe trattenuto. 

Il larp indaga inoltre il rapporto con la famiglia, rifugio e prigione insieme. È il luogo che accoglie e protegge, ma anche quello che osserva, giudica, trattiene. Tra le sue mura si custodiscono affetti e silenzi, gesti di cura e conflitti mai risolti. Ogni crisi individuale si riflette nella famiglia, e la famiglia stessa diventa parte del rito, nel tentativo di ricondurre ciò che sfugge entro qualcosa di condiviso.

Accanto a questo, si apre il rapporto con ciò che sta oltre il confine: l’esterno, l’ignoto, l’altro. I forestieri, il nord, la città, ma anche ciò che non si vede e non si comprende. È una presenza che inquieta e attrae, che minaccia l’equilibrio e allo stesso tempo lo mette in discussione. Guardare oltre significa esporsi, ma anche immaginare una possibilità diversa.

È un larp sul territorio, sulle tradizioni e il legame viscerale che si instaura, fatto di carne e sangue: una terra che non fa da sfondo, ma agisce e cattura nella propria tela. Campi, caldo, fatica, rituali e credenze compongono una cultura magica diffusa, quotidiana, domestica. Qui il confine tra naturale e soprannaturale si assottiglia, fino a scomparire.


Come il tarantismo stesso, Tarantolate - il morso della terra vuole raccontare una condizione umana attraverso la divulgazione di un periodo storico per non perderne la memoria.

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MUSICA E DANZA

MUSICA E DANZA

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Fin dal Medioevo, nelle terre pugliesi, chi cadeva in uno stato di catatonia o di agitazione furiosa riceveva nella propria casa un gruppo di suonatori, armati di violini, chitarre e tamburelli: la cura.

Nella cornice della tradizione in cui Tarantolate affonda le proprie radici, la musica non è solo un piacevole sottofondo, né la danza è solo uno svago: sono l’unica medicina valida, l’unico antidoto al veleno della tarantola. Nel corpo, che a ritmo si infrange e si contorce, risiedono il morbo e il rimedio, e l’atto della guarigione è un rituale collettivo.

I musicisti hanno il compito di cercare la vibrazione, il ritmo e la melodia giusta che risveglino la tarantolata, poi inizia la danza: un esorcismo coreutico il cui obiettivo è portare allo sfinimento, perché il veleno venga espulso fino all’ultima goccia, fino all’arrivo della grazia.

Per chi interpreterà una tarantolata o un tarantolato, i canti e, soprattutto, i balli popolari saranno l’impulso che scuote il corpo intero, dalle caviglie alla testa. È un richiamo a  cui non ci si può sottrarre. La mano sul tamburello diventerà il battito ossessivo del vostro cuore, la melodia un canto dell’anima. Pestare i piedi, ruotare, strisciare, tremare, sono dichiarazioni: “Io esisto. Io vivo.”

Per tutti gli altri, la danza non è un obbligo di scena, nessuno sarà costretto a ballare se non si sente a proprio agio. È, però, un invito e un consiglio, perché il rito vive anche del sostegno di chi circonda la tarantolata: ballare, come battere le mani, tenere il tempo o cantare, anche solo esserci, vuol dire sostenere qualcuno che sta lottando, e crea il calore umano che permette al sudore di scorrere, e alla catarsi di avvenire.

Ballare bene non serve, in un contesto in cui il ritmo è un appello alla libertà, e la danza è la risposta.

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LOGISTICA

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TARANTOLATE - IL MORSO DELLA TERRA

25-27 SETTEMBRE 2026 

Trulli di Acquarossa, Cisternino (BR)

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Puoi decidere di pagare in due modalità:

- Saldo di 290,00 € entro tre giorni dall'iscrizione (risparmi 30,00 €).
- In tre rate* (110,00 € entro tre giorni dall'iscrizione, 110,00 € entro il 25 luglio, 100,00 € entro il 25 agosto).


I costi di partecipazione, all inclusive, comprendono soggiorno di tre giorni, due notti e due prime colazioni in hotel, quattro pasti presso I Trulli di Acquarossa, servizio fotografico e video, assicurazione, contributo all’organizzazione dell’evento e all'esclusiva della location.

L'evento sarà diviso in atti e i partecipanti saranno alloggiati in un hotel a pochi minuti dalla location.

Se richiesto e necessario verrà organizzata una navetta il cui costo sarà definito sulla base del numero dei partecipanti aderenti.

+ 50,00 € quota extra Partecipante Sostenitore**

 

* Selezionando questa modalità di pagamento ti impegni a saldare tutte le rate anche se dovessi ritirare la tua iscrizione prima del saldo.

** Il partecipante Sostenitore contribuisce con una quota extra alle spese di organizzazione dell'evento figurando come Production Backer.

Per partecipare all'evento  è necessario essere iscritti a Eryados ETS e aver compiuto il sedicesimo anno di età.

LOGISTICA

I Trulli di Acquarossa, Cisternino (BR)

Venerdì ore 14:00 - Incontro in location

Domenica ore 18:00 - Conclusione del larp

ISCRIZIONI

Tarantolate - Il morso della terra è un larp prodotto da 

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con il sostegno di

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in collaborazione con 

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