Il luogo, una cittadina della provincia americana. Il periodo, gli anni Ottanta. I fatti, una misteriosa sparizione, una comunità sconvolta, qualcuno - o qualcosa - che attende nell’oscurità. L’ispirazione, il cinema di Steven Spielberg e i romanzi di Stephen King. E ovviamente Stranger Things dei fratelli Duffer.

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CHECKMATE


15-17 ottobre 2021
 

Norcenni Girasole Village
Figline Valdarno (FI)

Come in un film!

Come fossero i protagonisti di un film o di una serie tv, i partecipanti interpretano gli abitanti di Hamlin, una piccola comunità del Maine degli anni Ottanta, e ne vestono fisicamente i panni mantenendone il ruolo per tutta la durata dell’Evento. Scelgono un personaggio, ne perseguono gli obiettivi, vivono i suoi drammi e ne custodiscono i segreti.

Scopri il larp!

È più semplice di quanto tu possa immaginare. Questo gioco lo hai sempre fatto, fin dall’infanzia, insieme ai tuoi amici. Eri il cacciatore di mostri, oppure la creatura in agguato nel bosco. L’unico limite era la tua fantasia. Non serve avere una preparazione attoriale, non serve avere esperienza nel LARP, quello che conta è che tu abbia voglia di metterti in gioco, divertirti e far divertire gli altri partecipanti.

24 ore su 24!

Stranger Town si svolge nell'arco di tre giorni e due notti, dal 15 al 17 ottobre 2021, senza interruzioni, all’interno di una location riservata in esclusiva.

ATMOSFERA

 

Ricordi il gusto dell'avventura dei Goonies, o più recentemente, l'intreccio di storie condivise oltre tempo e spazio di Winden, la cittadina della serie tedesca Dark? Quante notti insonni hai trascorso nei luoghi oscuri teatro dei capolavori di Stephen King, oppure ti sei lasciato stregare dalla malinconia carica di speranza di Steven Spielberg?


Così come in Stranger Things dei fratelli Duffer, King e Spielberg sono le ispirazioni più evidenti, anche in Stranger Town c'è molto di più: c’è il Carpenter de La Cosa, Super 8 di J.J. Abrams, ma anche cult nostrani come Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre di Michele Lupo, con l’intramontabile Bud Spencer e il piccolo Cary Guffey di Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Stranger Town è un LARP ideato per farti sentire completamente immerso nell’atmosfera anni Ottanta di un'America che rinnova il suo grande “sogno” con il rampantismo e un’incredibile vitalità, ancora inconsapevole degli aspetti più ingannevoli della società dei consumi: interpretare un cittadino di Hamlin sarà un’esperienza coinvolgente, forte e intensa.

L’obiettivo è quello di creare insieme una storia da ricordare a lungo e con piacere, fatta di speranza e paura, di dolore e gioia, di tensione e aspettativa e di tutti quegli elementi che la cinematografia di genere ci ha insegnato ad amare.

SCARICA IL DESIGN DOCUMENT

Il design document è il manuale di istruzioni di Stranger Town: Checkmate e contiene il regolmento e tutti i dettagli utili per partecipare. Inoltre se vuoi saperne di più su Hamlin e i suoi abitanti, sui fatti misteriosi che hanno coinvolto la cittadina della provincia americana e del coinvolgimento delle agenzie governative qui troverai quello che cerchi.

Il design document sarà presto disponibile.

 
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FILOSOFIA DI GIOCO

 

Prendere parte ad un evento larp significa interpretare in maniera libera ed autonoma il proprio personaggio, assaporando gli intrecci e la storia che gli autori hanno preparato per i partecipanti. Significa dialogare, agire e pensare calandosi completamente nei panni del proprio alter ego, vivendone ogni istante e lasciandosi trasportare dai suoi sentimenti e dal suo modo di essere. Ogni aspetto dell’esperienza è curato con qualità, passione e professionalità.

 

Stranger Town vuole proporre un’esperienza intensa e realistica: grazie ad uno scenario originale e coinvolgente, scenografie curate, personaggi tridimensionali ed una location interamente riservata, la cittadina di Hamlin prenderà vita sotto gli occhi dei partecipanti. Quello che si chiede loro in cambio è semplice: regalare a se stessi e agli altri una partecipazione appassionata, cercando di vivere con coerenza la storia del proprio personaggio, suscitando emozioni e lasciandosi emozionare.

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PERSONAGGI

In Stranger Town i partecipanti interpreteranno uno degli oltre centocinquanta personaggi originali scritti dagli sceneggiatori di Eryados. Personalità semplici o controverse, caratteri amabili o odiosi, protagonisti o antagonisti, tutti i ruoli importanti per la storia sono affidati ai Partecipanti. I personaggi sono archetipi della cinematografia degli anni Ottanta adattati allo Scenario di Stranger Town: lo sceriffo di Hamlin o magari il medico della cittadina; uno degli specialisti del Wilson Waller Veteran Rehabilitation Center o uno dei soldati affetti da disturbo da stress post-traumatico in cura; una giornalista a caccia di informazioni sull’indagine dell’FBI o un integerrimo agente del Bureau. Una madre di famiglia decisa a difendere la sua casa dagli speculatori o uno zelante impiegato della multinazionale deciso a convincerla che con quel denaro potrebbe non solo acquistare una nuova casa, ma anche pagare il college ai figli.


Su qualunque personaggio ricada la tua scelta, una cosa è sicura: niente a Hamlin è come sembra e tutti hanno qualcosa da nascondere. Qui puoi scegliere il tuo personaggio. >>>Vai all'anagrafe di Hamlin.

STORIA CITTADINA

 

Come molte storie americane, tutto comincia dall’avidità dell’uomo.

Le azioni compiute dal padre fondatore di Hamlin, James Wilson Marshall, oggi non sarebbero considerate moralmente accettabili, ma ciò non toglie che fu la sua determinazione a dare vita al nostro insediamento, e di questo dobbiamo essergli grati.

I Wabanaki? Alcuni dei loro discendenti abitano fra noi, altri hanno raggiunto le riserve giù al Sud. Sono brave persone, silenziose, onesti lavoratori, anche se… Insomma, se li guardi a lungo negli occhi, sembrano covare ancora un pizzico di antico rancore.

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La corsa all'oro

Tutti sanno come il nome di John Sutter sia legato all’inizio della Corsa all’oro in America e che sia il fondatore della città di Sacramento. Ben pochi conoscono invece la storia della città di Hamlin, sorta non molto lontana dalle sponde del fiume Penobscot nel Maine. La storia ci racconta di come Sutter perse proprietà e ricchezze a causa dell’invasione dei suoi territori da parte dei cercatori d’oro. La leggenda narra invece che un suo dipendente, James Wilson Marshall, si spinse tra mille peripezie fin nell’estremo nord del paese, dove trovò, nel 1848, una delle poche vene d’oro del Maine.

La rinascita di Hamlin

 

Nel giro di pochi mesi quel piccolo villaggio attirò l’attenzione di altri cercatori d’oro e la comunità si popolò di famiglie, divenendo una cittadina vera e propria. Tuttavia il Maine non è molto citato tra le regioni della famosa Corsa all’oro per buoni motivi: la vena si esaurì infatti nel 1852, Marshall se ne tornò in California e abbandonò Hamlin al proprio destino, mentre la vecchia miniera ormai abbandonata, andò interrandosi venendo riconquistata dalla natura. Uno dei pochi punti d’interesse della cittadina è la vecchia casa di James Marshall che è stata acquistata e ristrutturata nel tempo da Jebediah Waller, il patriarca di una delle famiglie più rinomate e ricche di Hamlin, ed oggi ospita il Wilson Waller Rehabilitation Center. Fu grazie alle sue imponenti foreste, ben presto bersaglio delle attività di taglio e lavorazione del legno, alla bontà del terreno capace di donare buoni frutti agricoli, e all’abbondanza di pesci nel vicino fiume Penobscot che la piccola cittadina riuscì a sopravvivere.

Wabanaki


Oltre alla storia legata alla nascita della città, è storia nota che l’insediamento di Hamlin sia sorto sopra un antico territorio indiano. La leggenda narra che Marshall non si fece intenerire dalle rimostranze dei Wabanaki, la tribù indigena desiderosa quantomeno di preservare la terra di sepoltura dei propri morti, e che anzi non abbia esitato a reprimere con la violenza qualsiasi tentativo di ribellione all’occupazione da parte sua e degli altri cercatori d’oro. Alcune voci imputano la rapida fine dell’oro nella miniera ad una maledizione scagliata proprio dai Wabanaki contro Marshall stesso, un anatema che secondo i più superstiziosi è ricaduto sull’intera Hamlin. Nel corso degli anni, molti cittadini hanno asserito di aver visto oscure ombre nel bosco, proprio dove dovrebbero trovarsi il cimitero indiano e i resti dei Wabanaki trucidati.

WILSON WALLER REHABILITATION CENTER

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Una volta entrai nella sala riunioni del mio ufficio a Singapore, e vidi sul tavolo una pila di cadaveri accatastati. Sapevo bene che non c’erano, ma li vedevo. Fu il primo sintomo del mio Post Traumatic Stress Disorder.

Cominciai a piangere in ascensore, perché quando le porte si chiudevano facevano lo stesso rumore del portellone degli elicotteri che ci scaricavano nella giungla.

Siccome avevo rallentato con la macchina per cercare un indirizzo, un tizio che mi stava dietro si mise a suonare il clacson e a insultarmi. Quando tornai in me, mi resi conto che lo stavo prendendo a calci in mezzo alla strada, dopo aver sfondato il vetro della sua auto per tirarlo fuori. A quel punto mia moglie mi costrinse a farmi curare.

Ora sto meglio.

Post Traumatic Stress Disorder

 

È il 1973, la storica firma degli accordi di Parigi pone ufficialmente termine all’intervento statunitense nel conflitto del Vietnam: il primo prigioniero di guerra americano viene rilasciato l’11 febbraio dello stesso anno, e il ritiro totale avviene entro il 29 marzo. E per la prima volta, l’America assapora l’orrore dilagante del PTSD: Post Traumatic Stress Disorder, la terribile sindrome che caratterizza oltre il 30% dei reduci del Vietnam. Irascibili, violenti, autolesionisti, incapaci di controllarsi: questo è ciò che sono diventati alcuni dei figliol prodighi tornati nel grembo a stelle e strisce, le menti sconvolte dall’aver assistito ad orrori inumani.
 

Wilson Waller


Tutti ad Hamlin ricordano il ritorno in famiglia di Wilson Waller, nell’ottobre del 1973. Primogenito di Nathaniel Waller e Donna Sutter, erede della più ricca delle famiglie della piccola città, si presentava ai suoi concittadini con una protesi alla gamba, un congedo in tasca ed una Medaglia al Valore del Congresso al petto. E se Hamlin era rimasta uguale a se stessa, molto in Wilson era cambiato: di quel giovane sorridente pronto a servire il proprio Paese, ora rimanevano solo lunghi silenzi, sguardi privi di calore ed occasionali quanto tremendi scoppi di violenza contro se stesso e gli altri, prontamente insabbiati dal denaro del padre e dall’amore soffocante della madre. A nulla valsero le cure del dottor Robert Donaldson, gli psicofarmaci e le sedute terapeutiche: in preda ad un delirio psicotico, Wilson si tolse la vita il 16 novembre del 1975, poco prima della mezzanotte, cospargendosi di benzina e dandosi fuoco di fronte all’ingresso di villa Waller. Tutti ad Hamlin ricordano il ritorno in famiglia di Wilson Waller, ma sopra ogni altra cosa, le sue urla disumane mentre le fiamme spegnevano la sua vita.

Wilson Waller Veteran Rehabilitation Center


Da sempre la più ricca e potente enclave di Hamlin, gli Waller hanno costruito il proprio impero sul latifondo agricolo ed il commercio di legname e derivati. Proprietari di oltre il 70% dei terreni agricoli e boschivi che circondano per ettari la cittadina, della segheria Waller & Pinckerton e del marchio alimentare Old Maine Farm, devono la propria fortuna all’acume del capostipite Jebediah Waller, padre dell’attuale capofamiglia Nathaniel, e del suo socio, Joshua Pinckerton. Fu la morte di Wilson a rompere l’idillio: profondamente sconvolto dall’accaduto, il clan degli Waller non si è più ripreso dopo il tragico incidente. Si dice che il senso di colpa sia il più grande motore dei nobili intenti: nel marzo del 1976, durante uno dei frequenti incontri cittadini, Nathaniel Waller annunciò di voler trasformare la propria magione in una clinica, destinata ad accogliere i Veterani di guerra colpiti da PTSD, “affinché a nessun padre d’America sia riservata una sorte simile alla mia”. In principio, nessuno dette credito a quelle parole: gli abitanti di Hamlin ritenevano i Waller troppo pragmatici per poter dar corso ad una simile iniziativa, eppure man mano che furgoni carichi di operai edili e attrezzature mediche facevano spola dall’autostrada alla grande villa, l’incredulità cedette il posto ad una meravigliata consapevolezza. Durante il piovoso settembre del 1976, veniva inaugurato il Wilson Waller Veteran Rehabilitation Center, ed in capo a qualche settimana, i primi “ospiti” della struttura cominciavano ad affollare il giardino della tenuta.

HEALTHCARE INC, BRIDGE CORP

La nostra grande nazione ha bisogno di una forte spinta verso un’assistenza sanitaria centrata sul paziente. Per questo esistiamo: Healthcare, ci prendiamo cura di te.

Bridge Corp: il vostro ponte verso il futuro – Bridge Corp: your connection to the future

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Dalla crisi finanziaria all'acquisizione Healthcare


Mantenere una struttura come il Wilson Waller Veteran Rehabilitation Center, offrendo assistenza gratuita e altamente professionale a veterani privi di occupazione e con indennità statali al limite della sussistenza, ha messo a dura prova le finanze degli Waller. Nel corso degli anni, persino l’impressionante patrimonio di Nathaniel ha cominciato ad assottigliarsi, costringendo il magnate a cercare finanziatori esterni. Privo di reale attrattiva per gli investitori, agli inizio del 1982 il Centro è stato ad un passo dal dichiarare fallimento. fino alla comparsa della Healthcare Inc., divisione medica della Bridge Corp. Forte di un contratto governativo fresco di stipula e sottoscritto dalla US Army al fine di fornire assistenza ai suoi veterani, ha rilevato la totalità della situazione debitoria del Centro, divenendo di fatto la proprietaria, relegando i Waller ad un ruolo di mera rappresentanza, e facendo sì che la tenuta si popolasse anche di piccola guarnigione di Marines, presenza imposta contrattualmente dal governo.
 

La rapida ascesa della Bridge Corp. a pilastro dell’economia americana ha stupito tanto Wall Street quanto i più preparati economisti. Fondata nel 1969 da un veterano della guerra del Vietnam, il Maggiore Arthur B. Lazarus, congedato con onore un paio di anni prima a causa di una grave ferita alla gamba, la Bridge nasce come una modesta azienda impegnata nel settore della metallurgia. Non è mai stato chiaro come, nel giro di pochi anni, la Bridge sia riuscita ad ingrandirsi tanto da potersi estendere anche ad altri settori, fino a diventare la potenza che è oggi. Sicuramente l’aver approfittato degli ultimi anni del conflitto, alcuni investimenti ben oculati, i contratti governativi e l’acquisizione di altre aziende in declino, sapientemente rimesse in carreggiata, hanno contribuito. Sebbene non siano in pochi a pensare che la Corp. nasconda molte ombre. Ma d’altronde quali grandi società non ne nascondono? A prescindere dal motivo della sua scalata, il magnate Arthur B. Lazarus, che tutt’oggi siede a capo del consiglio d’amministrazione, viene visto con ammirazione da coloro che credono ancora fermamente nel grande sogno americano.

EQUILIBRI DI POTERE

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La nostra grande nazione ha bisogno di una forte spinta verso un’assistenza sanitaria centrataNon mi venite a parlare di city manager o altre baggianate simili. Qui ad Hamlin, applichiamo il sistema dei nostri padri: il town meeting. Una volta all’anno, se necessario anche più volte all’anno, noi Cittadini, registrati e residenti nel municipio di Hamlin, ci incontriamo in assemblea plenaria allo scopo di eleggere funzionari, discutere di problemi locali o modificare il nostro statuto cittadino. Possiamo prendere decisioni sulla costruzione di un edificio o di una struttura pubblica, sull’aumento o diminuzione di un’imposta locale, sul concedere fondi alla nostra Chiesa, sulla possibilità di riparare o meno una strada. È la forma più pura di democrazia americana che si conosca, amico mio. Eleggiamo un Sindaco, certo, uno Sceriffo e tutte le cariche che riteniamo possano servire a gestire la nostra comunità, ma lo facciamo conoscendo uno ad uno i candidati, perché sono i nostri vicini di casa. Così funziona ad Hamlin, e che Dio mi sia testimone, funziona alla grande!

Hamlin è una piccola cittadina del Maine che già pochi anni dopo la sua nascita ha dovuto reinventarsi e cercare nuove fonti di sostentamento per esistere, mossa soprattutto dall’orgoglio e dalla testardaggine tipici dei cittadini di provincia. Ed è proprio questo il fil-rouge che unisce tutte le organizzazioni ed i centri del potere di Hamlin: l’orgoglio e la caparbietà, la voglia di costruirsi un futuro senza l’aiuto di nessuno nonostante le continue delusioni che vengono da quelle terre prive di risorse.

La vita ad Hamlin è governata dal neo-eletto sindaco di fazione democratica Matthew Davis; la sua campagna elettorale fu basata sul potenziamento dei servizi sociali e di pubblica assistenza ed una promessa di aumento dell’occupazione che, però, ha trovato da subito un muro da parte delle aziende locali che già non se la passavano bene. Fortunatamente, l’arrivo in città della Healthcare Inc. ha fornito un pretesto per creare nuovi posti di lavoro ma non ha fatto tirare un sospiro di sollievo al sindaco ed al suo staff. Nonostante pubblicamente i rapporti appaiano distesi, è cosa nota ai cittadini di Hamlin il forte braccio di ferro tra il Municipio e la Compagnia, spesso combattuto dallo sceriffo Scott Allen a colpi di controlli ambientali, multe e indagini aziendali, che costringono l’azienda a concedere posti di lavoro e finanziamenti per opere pubbliche ad Hamlin, in un climax che sta portando al limite della sopportazione i vertici della Healthcare Inc.

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I membri della famiglia Waller, i cittadini più ricchi di Hamlin, ritengono che la politica del Municipio gli abbia portato via l’antico fasto ed il potere di fare il bello e il cattivo tempo: essi infatti sono proprietari di oltre il 70% dei terreni agricoli e boschivi che circondano per ettari la cittadina e detengono il controllo delle principali fonti d’impiego: la segheria “Waller & Pinckerton” e l’azienda alimentare “Old Maine Farm”. Per questo lo Sceriffo li ha spesso dovuti rimettere al loro posto quando, tronfi del loro nome, si arrogavano il diritto di ignorare alcune leggi, principalmente in materia ambientale o fiscale.

La famiglia Emerson invece, proprietaria dell’azienda di pesca e trasformazione alimentare “St. John’s Fisherman”, è da sempre stata di impostazione repubblicana e chiaramente questo Sindaco proprio non va loro a genio: a loro avviso la sua politica non favorisce gli imprenditori locali e molti di loro sospettano addirittura una collusione coi vertici della Healthcare Inc.
Gli Emerson inoltre sono famosi per avere la testa calda e spesso i membri più giovani si sono fatti qualche nottata nel carcere locale per episodi violenti di varia natura contro la Healthcare, contro i Waller e le loro aziende, contro la legge o addirittura tra loro stessi.

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La locale Chiesa Protestante non facilita certo il lavoro del sindaco e del suo staff, i benpensanti organizzano spesso manifestazioni e cortei presso il municipio contro la condotta immorale dell’amministrazione cittadina ed accusano il Sindaco di essere servo dei poteri economici della Healthcare o delle aziende della famiglia Waller; celebre fu l’infervorato sermone del Reverendo Stephen Camden in cui accusava la “Waller & Pinckerton” di nell’atto di abbattere gli alberi a cui seguì un grosso incendio doloso presso due magazzini della ditta.

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Il rapporto tra le due principali famiglie di Hamlin, gli Emerson ed i Waller è ovviamente di odio reciproco, sia per questioni di mero prestigio, sia per la concorrenza tra la “St. John Fisherman” e la “Old Maine Farm”. L’arrivo della Healthcare Inc., che ha risollevato economicamente i Waller proprio quando stavano affrontando una delle loro peggiori crisi economiche (a vantaggio ovviamente degli Emerson che meditavano di rilevare le loro aziende ad un prezzo irrisorio quando la famiglia avversaria fosse stata sul lastrico), ha fatto infuriare i vertici della famiglia che si sono scagliati in ogni modo contro la Compagnia sobillando l’opinione pubblica principalmente grazie alla loro influenza sulla Chiesa cittadina. Gli Emerson infatti partecipano molto alle attività religiose e sono i principali benefattori del Reverendo Camden e tramite i propri membri, molti dei quali sono nel Consiglio Parrocchiale, riescono spesso a manipolare le azioni della chiesa a loro vantaggio.

Proprio a causa di questo legame la famiglia Waller è spesso osteggiata dal clero cittadino, per la spocchia dei suoi membri, per la loro scarsa beneficenza e partecipazione alla vita cristiana, soprattutto ora che si mischiano con gli “stranieri” della Healthcare Inc. che vengono dalla città e portano il loro modo di vivere disinibito ed immorale ad Hamlin. Ma il potere esercitato dal denaro non ha tardato a farsi sentire: ingenti donazioni alla comunità Cattolica da parte della Compagnia sembrano aver decisamente zittito i roventi sermoni del Reverendo Camden.

Ma ad Hamlin niente è come sembra e persino il rapporto tra la Compagnia e i Waller non appare poi così roseo come la famiglia vorrebbe far credere. La Healthcare Inc. ha rilevato il Wilson Waller Veteran Rehabilitation Center con tutta la situazione debitoria che gravava sulla famiglia, ma pare i Waller siano stati quasi costretti ad accettare questo accordo, con tutti i vincoli – si dice vessatori quanto indesiderati – che da esso derivano.

UN CASO FEDERALE

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Cooper: No, a rigor di logica no, le statistiche sono un indice plausibile, ma rimangono dei numeri su pezzi di carta, spesso la realtà è decisamente più semplice e lineare.
Fox: Sai che il ragazzino è la quarta sparizione in circostanze misteriose ad Hamlin? Ora… se le statistiche ci raccontano qualcosa di non plausibile, perché non consideriamo finalmente plausibile quello che tu definisci “fantasioso”?
Cooper: Il ragazzo ovviamente è sparito per qualche ragione… se è sparito per cause naturali, è caduto in crepaccio o che so io, è PLAUSIBILE che le ricerche non siano state accurate e se è sparito per le medesime ragioni che hanno coinvolto le altre tre persone, è PLAUSIBILE che le indagini siano state superficiali. Spiegazioni più fantasiose sono solo questo David, fantasia…
Fox: Ci vediamo domattina Gad… partiamo per il plausibile stato del Maine.

Hamlin è una tranquilla cittadina del Maine con un problema che la gente comune ignora. Ha un tasso di persone scomparse leggermente più alto del normale. Negli anni amministratori locali e cittadini hanno liquidato la questione con spiegazioni diverse, dal desiderio di alcuni giovani di fuggire dalla vita rurale e priva di prospettive della provincia ai pericoli dei boschi circostanti, difficili da attraversare – soprattutto per i forestieri e gli hikers inesperti – a causa della natura carsica del terreno. Ragioni abbastanza convincenti, tanto che un’indagine seria sul fenomeno non è mai stata aperta. Almeno fino a poche settimane fa.

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Il piccolo Timothy Logan è scomparso, ed è la quarta sparizione in pochi mesi nella città di Hamlin. Dalle prime ricostruzioni del fatto sembra che Timothy fosse in compagnia della babysitter Ellie Tiller in quanto il padre Ted Logan si trovava fuori città per i propri impegni di lavoro con la Healtcare Corp. e la madre Anna Shelley aveva optato per una serata di libertà. Ellie ha testimoniato di aver perso di vista il bambino solo per pochi minuti, a quanto pare sufficienti a far si che scomparisse nel nulla. Le uniche tracce rinvenute sono state la bicicletta di Timothy abbandonata al limitare del bosco. A nulla per adesso sono valse le ricerche condotte dall’ufficio dello Sceriffo.

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Dopo che il caso ha assunto una rilevanza nazionale, il Federal Bureau of Investigation ha deciso di aprire un’inchiesta preliminare, e la cartella con le informazioni relative ad Hamlin è finita sulla scrivania di David Fox, promettente agente fresco di accademia, con una particolarità: una passione fuori dal comune per le statistiche. Inizialmente David ha pensato subito a un caso poco interessante, scaricatogli da qualche collega più anziano con poca voglia di perdere tempo. La sua mente tuttavia si è messa in moto non appena ha iniziato a visionare il fascicolo della cittadina di Hamlin. In breve tempo è riuscito non solo a ricollegare alla cittadina un numero anomalo di scomparse se rapportato alla sua dimensione, al numero di abitanti e alla posizione geografica, ma a stabilire anche un momento esatto in cui il fenomeno delle sparizioni è iniziato.

Pare infatti che negli anni successivi al 1820 i casi di scomparsa ad Hamlin abbiano subito un progressivo aumento, da prima difficile da identificare in quanto lento e graduale, per poi arrivare a una recrudescenza ciclica che sembra presentarsi con uno schema difficile da tracciare con un rigore matematico. David, a questo punto genuinamente interessato all’indagine, ha fatto un paio di telefonate riuscendo a mettersi in contatto con un collega originario della zona, Gad Cooper.

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Cooper è un discendente della tribù nativa degli Wabanaki, indiani con forti radici nel Maine, ed in particolare proprio con le zone dove sorge adesso Hamlin. A David sembrava la persona perfetta per aiutarlo nelle indagini, anche se tutti glielo avevano sconsigliato per il suo brutto carattere. Fatto sta che i piani alti dell’FBI hanno deciso di dare il nulla osta all’indagine capeggiata dall’agente Fox, accogliendo la sua richiesta di avere come partner l’agente Cooper.

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SVILUPPI NARRATIVI DEGLI EPISODI 1 & 2

SPOILER ALERT! Se in futuro vorrai partecipare ad una nuova run della trilogia di Stranger Town, non leggere il testo che segue.

Per partecipare a Stranger Town: Checkmate non è necessario aver partecipato agli episodi precedenti.

Aprile 1983; la cittadina di Hamlin, nel Maine, viene messa in quarantena dal governo degli Stati Uniti, in seguito a una serie di inquietanti scoperte che sembrano coinvolgere un presunto contatto alieno.

 

Nel Novembre 1984 la quarantena è ancora attiva e dura ormai da più di un anno. Hamlin è circondata da un perimetro militare che impedisce a chi è dentro la città, o a chi decide di entrarci, di uscire. 

Le misure di sicurezza che gravano sulla cittadina sono estremamente aspre e lo scontento della popolazione è palpabile, nonostante l’invito del Governo a proseguire le normali attività quotidiane. 

Hamlin si trova quindi in uno stato di precario equilibrio, presto sconvolto da una serie di nuovi accadimenti, in parte inspiegabili.

  

L’Unione Sovietica è riuscita a far arrivare ad Hamlin alcuni agenti sotto copertura, con lo scopo di reperire informazioni su quanto sta accadendo e alimentare al momento opportuno le tensioni fra i cittadini e i militari, aprendo la strada ad un’incursione di soldati Specnaz protetti da armature che li rendono all’apparenza invulnerabili.

Gli scienziati presenti in città, dopo una lunga serie di ricerche attorno alla presunta tecnologia aliena, riescono a costruire un’arma in grado di disabilitare tali armature, permettendo ai Marines di respingere l’attacco dei sovietici, che tuttavia lascia dietro di sé diversi feriti e lo sgomento della popolazione

 

Nel frattempo, le ricerche della Healthcare Inc. hanno varcato i limiti dell’etica portando all’impianto di cellule aliene negli uteri di due delle cittadine di Hamlin, non pienamente consapevoli di ciò che stava avvenendo. Le gravidanze hanno esiti differenti e terminano con la nascita di un bambino apparentemente normale e di un feto invece dall’aspetto alieno, purtroppo nato morto. Niente sembra porre freno alla spregiudicatezza della multinazionale che proseguendo le ricerche sulla biologia aliena, riesce addirittura a riportare in vita un Marine  ferito mortalmente.  

 

Nei boschi di Hamlin, la squadra di antropologi della UMaine unisce le forze con i discendenti della tribù dei Wabanaki, portando alla luce preziosi reperti. Seguendo antiche pergamene dissotterrate, viene rinvenuta quella che sembra una fenditura verso un’altra dimensione e sorprendentemente da essa riappare Lorelei Wasamimet, anch’essa discendente della tribù, scomparsa molti anni prima. 

 

È tuttavia unendo tutte le conoscenze accumulate che gli abitanti di Hamlin riusciranno a comprendere l’esistenza di un linguaggio in grado di metterli in contatto con le forze extraterrestri che sembrano interessate a loro. Mediante il legame speciale che il piccolo Timmy Logan ha stabilito con il “popolo del cielo” e grazie agli studi sul linguaggio delle antiche popolazioni indiane, tutti i cittadini potranno ascoltare il monito inquietante: “Loro stanno arrivando”.

 

LOGISTICA

I partecipanti sono alloggiati nelle unità abitative della location e consumeranno i pasti come veri nuclei familiari dell’America degli anni Ottanta.

L’evento avrà inizio alle 10:00 di venerdì con un workshop preparatorio, mentre l’Azione! sarà chiamata alle 12:00. I partecipanti non lasceranno il ruolo del proprio personaggio fino alle 19:00 di domenica.

Il costi di partecipazione, che comprendono soggiorno di due notti, cinque pasti e prime colazioni, iscrizione all’associazione e contributo all’organizzazione dell’evento, sono i seguenti:

300 euro - Standard
+ 50 euro - Opzione Sostenitore
+ 100 euro - Opzione Ruolo Speciale (numero limitato)

Il partecipante Sostenitore contribuisce con una quota extra alle spese di organizzazione dell'evento ricevendo in cambio il diritto di prelazione nella scelta dei personaggi.

Per Ruolo Speciale si intende una categoria di personaggi che hanno una particolare responsabilità rispetto al divertimento degli altri partecipanti (es.: lo sceriffo, il sindaco, il direttore del centro di riabilitazione, ecc.).

Sono disponibili 5 biglietti Quota Agevolata che assegneremo ai partecipanti per i quali lo sconto di 50 euro possa fare davvero la differenza. Se ne avete bisogno non esitate a richiedere questo biglietto scrivendo a produzione@eryados.com.

Per partecipare a Stranger Town è necessario essere iscritti all’Associazione Culturale Eryados e aver compiuto il sedicesimo anno di età.

DOVE

Via Norcenni, 7 50063 Figline Valdarno - Firenze
GPS
 43°36'39.1"N 11°26'30.0"E

DD 43.610866, 11.441662

IN AUTO

Dall’autostrada A1 uscita Incisa-Reggello, proseguire per la SS69 in direzione di Arezzo.
Dopo 5 km, svolta a destra due volte imboccando la SP16 in direzione Greve, Via Grevigiana. Dopo 3 km, svolta a sinistra e segui le indicazioni Stranger Town. Nella location è presente un ampio parcheggio.

IN TRENO

La stazione ferroviaria più vicina alla location è Figline Valdarno, 2,7 km.

IN AEREO

Distanze dai principali aeroporti:
• 40 km da Firenze Peretola, Amerigo Vespucci
• 120 km da Pisa, Galileo Galilei
• 140 km da Bologna, Guglielmo Marconi

ISCRIVITI A STRANGER TOWN: CHECKMATE
Per partecipare a Stranger Town: Checkmate non è necessario aver partecipato agli episodi precedenti.